Un metodo per distinguere ricavi, costi variabili, costi fissi e capacità produttiva prima di decidere se accettare un lavoro su preventivo.

Il margine di contribuzione non è l’utile finale: è ciò che resta dai ricavi dopo i costi che cambiano con la commessa e serve a coprire struttura, rischio e risultato.
Questo articolo propone un metodo operativo, non una formula universale. Le decisioni economiche e contrattuali vanno verificate sui dati dell’impresa con i professionisti competenti.
Materiali, subappalti, trasporti, ore direttamente attribuibili e altri costi incrementali devono essere stimati con la stessa base del preventivo.
Affitti, amministrazione e mezzi esistono anche senza quella commessa. Vanno coperti dal portafoglio complessivo, evitando percentuali arbitrarie che nascondono la decisione.
Una commessa con margine positivo può essere una cattiva scelta se occupa la squadra o il macchinario che potrebbe servire un lavoro migliore.
Confrontare preventivo e risultato per categorie omogenee trasforma ogni lavoro in dati utili per il successivo.
No: hanno basi di calcolo diverse e confonderli altera il prezzo.
No. Devono essere valutati rischio, capacità, cassa e contributo alla struttura.
In offerta, a ogni variazione rilevante e a chiusura della commessa.
La qualità della decisione dipende dalla tracciabilità delle ipotesi e dal confronto con il risultato. L’Autoanalisi e l’Analisi aziendale già presenti nel sito sono i percorsi coerenti per approfondire il caso reale.
Imprenditore, geometra, fondatore del gruppo M A N I N I ®. Opera in immobiliare, project management, ville in legno, ristrutturazioni di pregio e formazione per imprese.
Chi sono →Lettura dei punti in cui l'impresa perde utile. Mappa delle priorità. Proposta di lavoro solo se ha senso proseguire.